Comune di Bormio
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L'origine di Bormio è sicuramente molto antica.
Lo conferma il ritrovamento di un bassorilievo risalente a un periodo compreso tra la metà del V sec. A.C. e i primi decenni del IV (anche se autorevoli studiosi pospongono di qualche secolo questa datazione).
Lo stesso nome denuncia un’origine assai remota nel tempo: Bormio deriverebbe dall’indoeuropeo gwor “caldo”, labializzato dai leponzi in bhor, evidentemente per la presenza delle sorgenti termali. L’etimologia è tuttavia ancora oggetto di discussione.
È certo che la particolare posizione geografica fu determinante per l’abitato che da sempre costituì un crocevia strategico per i suoi passi alpini.
Se per quanto riguarda l’epoca romana si possono soltanto azzardare ipotesi, la storiografia e i documenti forniscono notizie più certe a partire dagli albori del primo millennio quando Bormio fu al centro di lunghe contese tra i vescovi di Como e di Coira.
In quel periodo divenne il capoluogo di un contado che affermò la propria autonomia amministrativa, economica e giuridica,  ottenendo  privilegi e dazi sulle merci in transito, da sud verso nord e viceversa. Dal 1376 Bormio, insieme alla Valtellina, divenne area di influenza dei Visconti di Milano.
Riuscì tuttavia a rinsaldare la propria autonomia.
Di questa epoca è il Liber stratarum (1304), una vera e propria descrizione urbanistica dell’abitato di allora, unica nel suo genere.
Nel 1512 il Contado di Bormio passò, con la Valtellina e il Contado di Chiavenna, sotto il dominio delle Leghe Grigie (l’attuale cantone svizzero dei Grigioni).
Tale dominio, salvo brevi parentesi, durò fino al 1797, anno in cui si instaurò Repubblica Cisalpina, per seguire da quel momento le sorti della Lombardia fino all’unità d’Italia.
Il 1797 fu anche l’anno della perdita delle autonomie, della disgregazione del Contado negli odierni comuni dell’Alta Valle.
Bormio nell’Ottocento fu centro agricolo e zootecnico, sede di importanti fiere di merci e bestiame.
A inizio novecento cominciarono a svilupparsi le attività turistiche estive, che hanno portato il paese ad essere uno dei centri più rinomati delle Alpi.

A cura del Centro Studi Storici Alta Valtellina

 
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