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Crescita e sostenibilità nelle aree turistiche

Pubblicato Venerdì, 08/02/2019 - 14:35

Cosa si intende oggi per sostenibilità? Perché è importante che la crescita di un territorio sia eco-sostenibile? Come stabilire il livello soglia per non compromettere il futuro di un’area montana? 
Sono state queste le domande attorno alle quali si è sviluppato il settimo incontro di Montagna 4.0, percorso formativo portato avanti da Comune di Bormio e Società Economica Valtellinese, ospitato nella sala Bormio Terme mercoledì 30 gennaio. Un tema, quello della sostenibilità, sicuramente importante per il nostro territorio, che oggi più di prima è chiamato a definire strategie di crescita che incontrino le diverse esigenze: economiche, ambientali, di valorizzazione delle identità storiche e culturali. 

Come illustrato dal primo relatore della serata, il prof. Andrea Macchiavelli, docente di economia del turismo presso l’Università degli Studi di Bergamo, il concetto di sostenibilità si è modificato negli anni. Se negli anni ‘70 implicava la definizione di limite, oggi assume una connotazione dinamica e risulta inglobato in quello che viene definito sviluppo sostenibile (ossia lo sviluppo che soddisfa i bisogni di oggi senza compromettere la possibilità alle generazioni future di soddisfare i propri). La stessa industria del turismo, un tempo vista esclusivamente come attività in grado di incoraggiare la conservazione delle risorse ambientali e culturali, dimostra di richiedere, al pari delle altre imprese, una pianificazione in un’ottica eco-sostenibile. Le attività turistiche possono considerarsi sostenibili quando non alterano l’ambiente, non ostacolano lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche e nel contempo riescono a mantenersi vitali in un territorio per un periodo di tempo illimitato. Esse, pertanto, devono tenere conto dell’aspetto ecologico (equilibrio nella gestione delle risorse naturali), economico (i costi complessivi non devono essere superiori dei benefici economici) e culturale (non devono essere compromessi i caratteri sociali e culturali della comunità ospitante). 
La pianificazione strategica per un turismo sostenibile deve essere condotta sul lungo periodo alla luce delle condizioni del territorio e delle risorse disponibili e con obiettivi ragionevolmente perseguibili. Essa non può prescindere dalla valutazione della capacità di carico, ossia del numero massimo di persone che possono utilizzare un sito senza causare un declino inaccettabile della qualità dell’esperienza acquisita. Aspetto fondamentale per una pianificazione efficace rimane la governance, senza la quale non ci può essere programmazione, perseguimento degli obiettivi, coordinamento tra i portatori di interessi. 
In genere, i territori presentano un sistema decisionale diffuso, caratterizzato da obiettivi diversi, che rende ancor più difficile l’istituzione di una governance e di una leadership; se compiere questo passo risulta di fondamentale importanza per la crescita di un territorio, occorre ricordare che ad esso occorre giungere attraverso un processo volontario della comunità. 
Un dato relativamente nuovo da tener presente per la pianificazione di un’area turistica montana  è quello relativo alla molteplicità di motivazioni che fanno propendere per un soggiorno in tali luoghi. La passione per lo sci e per l’escursionismo sono oggi affiancate da interessi enogastronomici, dal desiderio di conoscere nuovi territori e culture; non da ultimo, si rileva la tendenza a conferire sempre più importanza agli aspetti ecologico-ambientali ai fini della scelta del luogo di vacanza.  L’adozione di misure ecosostenibili si pone pertanto come ulteriore opportunità per incrementare l’attrattiva di un territorio. Richiamando una riflessione ricorrente nell’ambito del percorso Montagna 4.0, Macchiavelli ha sottolineato la centralità del ruolo delle comunità locali, chiamate a maturare sempre maggiore consapevolezza in merito alle risorse del proprio territorio e a divenire vettori nell’educare il visitatore a un turismo responsabile.  

Due casi pratici di misure eco-sostenibili sono stati illustrati da Anna Scuttari, ricercatrice presso l’innovativo Istituto di ricerca Eurac di Bolzano. Di particolare rilievo è stato il test di limitazione del traffico sul passo Sella, con la chiusura un giorno alla settimana ai veicoli a motore; tra i risultati derivanti dall’adozione sperimentale di questa misura è emerso un cambio di funzione del passo, divenuto, nei giorni di chiusura, luogo di attrazione e di relax. 
Il secondo caso presentato  al pubblico riguardava i mercatini di Natale di Bolzano e dell’Alto Adige che rischiavano di trasformarsi in un evento puramente consumistico. Per contrastare questa tendenza è stata proposta l’adozione della certificazione volontaria, attraverso la quale i commercianti si sono impegnati ad adottare misure eco-sostenibili (più attenzione al risparmio energetico, gestione dei rifiuti accorta, impiego di posate riutilizzabili, creazione di aree di parcheggio e organizzazione di trasporti pubblici); ciò ha consentito di far rientrare anche le iniziative dei mercatini di Natale tra gli Eventi Green dell’Alto Adige.

Altri esempi concreti messi in campo da un singolo Comune per valorizzare le proprie risorse in un’ottica  eco-sostenibile e renderle fruibili dal turista sono stati esposti da  Robert Messner, ex sindaco di Funes (Bz). Questo Comune, negli ultimi anni, ha messo in atto importanti investimenti per lo sviluppo della rete sentieristica e delle piste di slittino, per la creazione di un sentiero natura percorribile da disabili e anziani e la costruzione del centro visitatori Puez-Odle. Quest’ultimo, con 16.000 visitatori l’anno, è divenuto nel tempo un importante riferimento per l’educazione ambientale sia per i turisti sia per la popolazione. Parallelamente a queste azioni si è proceduto all’incentivazione di sistemi energetici a basso impatto ambientale, con la dotazione di impianti fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici. Nel settore della zootecnia, è stato incoraggiato l’allevamento della pecora con gli occhiali, razza ovina più antica dell’Alto Adige, e della  grigio alpina, razza bovina di montagna che garantisce ottime produzioni di latte e di carne.  In un simile contesto, dove già molto era stato fatto per la promozione del turismo all’insegna del rispetto dell’ambiente, nel 2017 l’Amministrazione comunale ha commissionato un incarico ad Eurac finalizzato ad elaborare uno studio di fattibilità per un futuro sviluppo sostenibile dello spazio vitale e l’area economica di Funes. Tra le proposte valutate dallo studio vi è stata anche quella di collegare l’area sciistica del paese con quella della Val Gardena. 

Oscar del Barba, componente per il CAI della delegazione italiana della Convenzione delle Alpi, ha sottolineato come anche in Valtellina si possano adottare da subito semplici accorgimenti a favore del turismo eco-sostenibile e del territorio, quali l’aumento della frequenza dei bus e la diminuzione della loro portata nonché la formazione degli operatori. Aspetto, quest’ultimo, rimarcato da Alessandro Damiani, del Comitato Scientifico di SEV, che ha ricordato alla platea come una delle azioni strategiche messe in campo negli ultimi anni in Valtellina sia lo “Skipass provinciale”. Tale progetto, finalizzato a riportare i giovani e le loro famiglie sulle piste da sci, ha dato avvio a importanti collaborazioni motivate dalla condivisione degli obiettivi.

Il prossimo incontro di Montagna 4.0 sarà lunedì 25 febbraio e avrà come titolo Dal locale al globale: il valore del patrimonio culturale alpino nello sviluppo turistico sostenibile. Relatore sarà Federica Corrado del Politecnico di Torino e presidente di CIPRA Italia.

Si ricorda che per partecipare all'intero percorso di Montagna 4.0 sono richieste l’iscrizione e il versamento della quota simbolica di € 50,00 presso l’Ufficio anagrafe del Comune di Bormio.
L’iscrizione è gratuita per gli studenti fino ai 19 anni di età.
Si allegano il flyer con il programma dell’intero percorso formativo e il modulo di iscrizione.

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